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4 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 10:42
Saif al Islam Gheddafi, secondogenito 53enne del defunto leader libico Muammar Gheddafi, è stato assassinato ieri 3 febbraio da quattro uomini armati nella sua casa di Zintan. Il procuratore generale libico ha annunciato l’apertura di un’inchiesta e l’invio nella località di “di una squadra investigativa completa, per determinare le circostanze dell’assassinio”, ha riferito l’emittente televisiva Al Hadath. Gli inquirenti oggi hanno confermato la morte per ferite d’arma da fuoco. Ieri famigliari e collaboratori avevano denunciato il blitz armato di 4 sconosciuti. “Hanno fatto irruzione nella sua residenza dopo aver disattivato le telecamere di sorveglianza, per poi assassinarlo”, ha raccontato alla tv libica al-Ahrar il suo consigliere Abdullah Othman Abdurrahim. Zintan è teatro di scontri tra milizie armate. Marcel Ceccaldi – avvocato francese di Saif – ha rivelato all’agenzia Afp di aver appreso, circa 10 giorni fa da uno stretto collaboratore, “che c’erano problemi con la sua sicurezza”. Secondo al Arabiya gli autori dell’attentato sarebbero quattro persone: i colpi da fuoco sarebbero stati esplosi mentre Saif era nel giardino della sua abitazione, gli assassini sarebbero fuggiti subito dopo. Un possibile agguato nell’ambito di scontri armati tra milizie locali e milizie fedeli all’ex regime di Gheddafi che sarebbero poi proseguiti per diverse ore nel pomeriggio, nella zona desertica di al-Hamada e nei pressi di Zintan.











