Saif el Islam Gheddafi, secondogenito dell’ex leader libico, è stato assassinato a Zintan da un commando. Politico influente, lavorava per un progetto di riunificazione della Libia. La magistratura indaga mentre governi e milizie restano in allerta.

La morte di Saif el Islam Gheddafi, il secondogenito dell’ex leader libico Muammar, potrebbe essere deflagrante per i fragili equilibri della Libia. Il volto più politico del clan Gheddafi è stato assassinato nella sua casa di Zintan, a circa 130 chilometri da Tripoli, da un commando di almeno quattro uomini. Lo riferisce l’avvocato di famiglia Khaled al Zeidy che ha anche parlato di «atto di tradimento», perpetrato al fine di «mettere a tacere la volontà del popolo libico».

«I dati Istat ci parlano di una situazionale occupazione buona e in tenuta: dal nostro Osservatorio, possiamo confermare questo trend. Quanto agli stipendi, i contratti nazionali andrebbero rinnovati il prima possibile senza le lungaggini dovute a battaglie ideologiche». Rosario Rasizza, presidente di Assosomm, Associazione italiana delle Agenzie per il lavoro, e amministratore delegato di Openjobmetis, presente sul mercato Italiano da 25 anni, fa il punto sul mercato del lavoro partendo dalle ultime rilevazioni dell’Istat.