Saif Al Islam Gheddafi, figlio secondogenito del defunto dittatore Muhammar Gheddafi, è morto ieri nel corso di combattimenti nel sud della Libia. Fra tutti i figli del Colonnello che governò il Paese dal 1969 al 2011, Saif era quello più impegnato in politica ed era ancora in cerca di un ruolo nell’attuale stagione di disintegrazione politica. Fonti locali come Lybian Observer hanno riportato che Saif, che stava raccogliendo attorno a sé nuclei di seguaci nostalgici del regime di suo padre, sarebbe stato ucciso nella regione desertica dell’Hamada durante l’attacco a un convoglio dei suoi fedelissimi. Autori dell’assalto, con droni e aerei, le milizie collegate al generale Khalifa Haftar, il nemico di sempre, e al parlamento di Tobruk. Secondo questa versione, il corpo di Saif sarebbe stato subito portato nella città di Rajban. Fonti vicine alla famiglia Gheddafi hanno invece fatto sapere ad Al Arabiya che «Saif è stato ferito gravemente nel giardino di casa sua a Zintan da un commando di 4 persone che si è poi subito dato alla fuga».
Poco dopo Saif sarebbe morto. Non è ancora chiaro se i due episodi siano legati, se l’uccisione di Saif sia stata la scintilla a cui è seguito l’attacco al convoglio o se ne sia seguita come conseguenza. Le fonti affermano che «gli scontri armati sono proseguiti nel pomeriggio», il che fa pensare che la morte di Saif sia stata fra i primi eventi scatenanti delle sparatorie.
