Si è sciolto, non senza un certo patimento, l’impasse del consiglio regionale sul lodo Asa. «Un provvedimento a cui lavoriamo da mesi, che ha visto il coinvolgimento diretto del ministro Urso e che ha trovato la corretta soluzione anche sotto il profilo giuridico con questa nuova legge», commenta il presidente della Regione Alberto Cirio. Lo stanziamento da un milione di euro, a sostegno dei 52 Comuni coinvolti nel fallimento della multiservizi del Canavese, ha ricevuto ieri il via libera dell’aula. Festeggia l’europarlamentare di Fdi Giovanni Crosetto, assieme all’assessora di Rivarolo Alessia Cuffia. I due – per primi – si erano impegnati con i sindaci del territorio per portare a casa il risultato, ma fino all’ultimo la riuscita dell’operazione è stata appesa a un filo.
Dopo lo stralcio dell’emendamento “Asa” al bilancio previsionale della Regione (e il botta e risposta velenoso tra le file della maggioranza), è stata convocata una commissione d’urgenza per discutere del nuovo disegno di legge. In aula poi, sono state le opposizioni a chiedere una serie di approfondimenti prima di approvare la legge. Il timore, infatti, era quello di creare “un precedente” che esponesse il consiglio a una valanga di richieste di contributi ad hoc tramite leggi speciali. «Dobbiamo aspettarci che da oggi in poi ogni singolo Comune piemontese in difficoltà possa chiedere un aiuto analogo alla Regione?» domandano la capogruppo del Pd Gianna Pentenero e i consiglieri Alberto Avetta e Domenico Ravetti. «Sarebbe stato necessario un provvedimento di sistema» aggiungono i dem. Bocciati di netto anche tutti gli emendamenti proposti dalle minoranze al disegno di legge. «Volevamo predisporre un quadro giuridico che permettesse, in situazioni analoghe future, di agire come si sta facendo oggi per il caso Asa», spiega la consigliera regionale Vittoria Nallo (Stati Uniti d’Europa), ma non è stato possibile.







