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3 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:26
Il 2025 è stato un altro anno durante il quale in Italia si è continuato a morire sul lavoro. In totale sono stati 1.093 le persone decedute: 792 sul posto di lavoro, 293 in itinere e 8 studenti. Lo scorso anno, il dato complessivo fu di 1.090 e nel 2023 erano stati 1.041. Come sempre accaduto pre e post pandemia, quasi 800 persone hanno perso la vita mentre svolgevano le loro mansioni. Settecentonovantadue, per l’esattezza: cinque in meno rispetto al 2024, due in più sul 2023 e 13 in più rispetto al 2019. A certificarlo sono i dati dell’Inail che coprono tutti i dodici mesi del 2025. Seppur provvisori – le denunce vengono infatti via via analizzate – indicano anche un leggero calo dell’incidenza ogni 100mila occupati.
I comparti nei quali si verifica il maggior numero di incidenti mortali restano l’Industria&servizi e l’Agricoltura, con 674 e 106 casi, rispettivamente in leggera diminuzione (erano state 686 nel 2024) e in aumento (102 casi nel 2024). Mentre tra i lavoratori statali si sono registrati 12 decessi, tre in più rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda i settori, si evidenziano incrementi nelle Attività manifatturiere (da 101 a 117 decessi denunciati) e nel Commercio (da 58 a 68), mentre leggeri cali si evidenziano nelle Costruzioni (da 156 a 148), nel Trasporto e magazzinaggio (da 111 a 110), nelle Attività di alloggio e ristorazione (da 27 a 22) e nella Sanità e assistenza sociale (da 17 a 10).









