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3 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 19:26

Sono state 432, nei primi sette mesi del 2025, le denunce di infortunio mortale presentate all’Inail al netto degli studenti, a cui la tutela assicurativa è stata estesa dal 2023. Le vittime sono tre in meno rispetto al 2024, ma si parla comunque centinaia di lavoratori che non sono più tornati a casa. Il confronto con gli anni scorsi racconta una strage: i decessi denunciati restano superiori al 2023 (+4) e al 2022 (+21), mentre calano nettamente rispetto ai picchi del 2020 (601) e del 2021 (543), segnati dalla pandemia. Rispetto al 2019, i numeri sono sostanzialmente fermi.

Se si rapportano i casi agli occupati Istat, l’incidenza passa da 1,87 morti denunciati ogni 100mila lavoratori nel 2019 a 1,78 nel 2025 (-4,8%). Certo non una inversione di tendenza. Anche la quota di incidenti “in occasione di lavoro” sul totale dei decessi resta stabile, al 72%, quasi invariata rispetto a sei anni fa.