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4 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 19:06

In Italia si continua a morire di lavoro. Nei primi dieci mesi dell’anno, le denunce di infortuni mortali (esclusi gli studenti) presentate all’Inail sono state in totale 889, in aumento rispetto alle 877 dello stesso periodo del 2024. Il confronto con l’anno scorso evidenzia un aumento dello 0,5% degli incidenti durante il lavoro (652 casi) e del 3,9% di quelli in itinere, cioè nel percorso da casa al luogo di lavoro e viceversa (237 casi). Risultano in aumento rispetto ai primi dieci mesi del 2024 anche le denunce di infortuni sul lavoro ( +0,2% a quota 350.849) e quelli in itinere (+2,8% a 82.101). Le denunce di malattia professionale sono infine state 81.494, il 10,2% in più del 2024.

Una nota dell’Inail precisa che “le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro il mese di ottobre 2025, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 652, tre in più rispetto alle 649 registrate nel 2024 e una in più rispetto al 2019, 17 in meno sul 2023, due in meno sul 2022, 163 in meno sul 2021, 206 in meno rispetto al 2020”. Dall’analisi territoriale emergono aumenti al Sud (da 135 a 152) e nel Nord-Est (da 143 a 149) e cali nel resto del Paese. Tra i settori spiccano per gli incrementi le attività manifatturiere (da 86 a 98 decessi denunciati) e il commercio (da 48 a 57).