Una serata di festa che si trasforma in un incubo per decine di giovanissimi: quarantuno morti e oltre 110 feriti, la maggior parte dei quali in condizioni gravissime per le ustioni riportate.

L'orrore si materializza poche ore dopo l’arrivo del 2026 a Crans-Montana, esclusiva località sciistica della Svizzera sudoccidentale, dove nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio un incendio nel locale Le Constellation, di proprietà di una coppia francese, spezza via le vite di decine di adolescenti, riuniti a festeggiare il nuovo anno.

Tra loro anche quelle di sei giovanissimi italiani: i sedicenni Achille Barosi e Chiara Costanzo, entrambi di Milano, i coetanei Giovanni Tamburi di Bologna e Riccardo Minghetti di Roma, il diciassettenne genovese Emanuele Galeppini e Sofia Prosperi, anche lei 16 anni, italo-svizzera che viveva a Lugano. Altri 16 italiani vengono ricoverati in condizioni critiche, la maggior parte dei quali vengono trasferiti al Niguarda di Milano.

Una tragedia che non conosce confini: tra le vittime ci sono anche svizzeri, francesi, serbi, un bosniaco, un belga, un lussemburghese, un polacco e un portoghese. "È una delle peggiori tragedie che abbiamo mai vissuto", le parole del presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin.