La procura di Torino ha formalizzato l'apertura di un procedimento per devastazione in merito agli scontri avvenuti in città il 31 gennaio al termine di una manifestazione Pro Askatasuna.
Al momento l'ipotesi di reato è a carico di ignoti. Per i singoli episodi elencati nell'informativa inviata dalla Digos ci sono state 24 iscrizioni nel registro degli indagati.
C'è ancora attesa per l'esito della convalida degli arresti. Il giudice, in base alle norme, ha tempo per pronunciarsi fino alla mattinata di domani, 4 febbraio. Restano dunque in carcere, almeno per ora, Angelo Francesco Simionato, 22enne della provincia di Grosseto individuato come presunto componente del gruppo che ha aggredito un poliziotto, il 35enne Matteo Campaner, residente a Grugliasco (Torino), e il 31enne torinese Pietro Desideri. Nessuno di loro risulta legato direttamente a movimenti antagonisti o al centro sociale Askatasuna.
"Doveva essere una manifestazione pacifica e invece è diventata tutt'altro". Così, in video diffuso dalla Polizia Alessandro Calista, l'agente del reparto mobile di Padova circondato, picchiato a calci, pugni e martellate durante gli scontri a Torino.
"Mi sento bene, un po' amareggiato, ma tutto sommato mi sento bene - afferma - la manifestazione si è rivelata violenta e da lì c'è stata un'escalation di violenza da parte dei manifestanti nei confronti degli operatori di polizia". "Penso che chiunque avrebbe avuto paura, ma con tutti gli addestramenti che facciamo, sono riuscito a gestirla al meglio".















