Il 70% del fabbisogno energetico prodotto grazie alle fonti rinnovabili e, così, un abbattimento delle emissioni di CO2 di 500 tonnellate. Sono i risultati raggiunti dall’aeroporto di Trieste nel 2025, l’anno in cui è stato raggiunto il record storico di passeggeri nello scalo friulano (1,6 milioni).
Il sistema di accumulo
Per incrementare l’utilizzo delle fonti rinnovabili, Socomec, il gruppo internazionale specializzato nella disponibilità, controllo e sicurezza delle reti elettriche a bassa tensione, ha realizzato un sistema di accumulo energetico che consente allo scalo triestino di coprire il proprio fabbisogno energetico per il 70% da fonti rinnovabili, di abbattere le emissioni di CO2 di più di 500 tonnellate all’anno e di ridurre la dipendenza dalla rete elettrica al 30% del consumo annuale.
Grazie all’accumulo, il 24% del fabbisogno è stato coperto dalle batterie precedentemente caricate con energia solare, mentre il 46% direttamente dall’impianto fotovoltaico.
Oltre all’autonomia energetica, il sistema Bees (Battery Energy Storage System) ha svolto un ruolo cruciale nell’elettrificazione delle operazioni aeroportuali. Agendo come cuscinetto tra i caricabatterie e la rete, l’accumulo consente la ricarica notturna di 42 veicoli elettrici senza richiedere nuovi investimenti nell’infrastruttura di rete. Questo ha facilitato l’elettrificazione del 75% dei mezzi di terra, inclusi trattori per bagagli e scale mobili, portando a una riduzione del consumo di diesel di circa 14.000 litri all’anno ed eliminando le relative emissioni.






