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3 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 14:13
Una lettera indirizzata a tutti i parlamentari per chiedere un intervento legislativo urgente che permetta a lavoratori e studenti fuori sede di votare nel comune di domicilio in occasione del referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma Nordio. A sottoscrivere l’appello i portavoce di tutti i comitati per il No: il costituzionalista Enrico Grosso e il giudice Antonio Diella per il comitato “Giusto dire No” promosso dall’Associazione nazionale magistrati, il fisico Giovanni Bachelet per quello della società civile, Franco Moretti a nome degli “Avvocati per il No” e Carlo Guglielmi per il comitato promotore della raccolta firme popolare per il referendum.
“Oltre cinque milioni e mezzo di persone – studenti, lavoratori precari, malati costretti a curarsi lontano dalla propria residenza, cittadini che vivono temporaneamente in un’altra regione – rischiano di essere di fatto esclusi dalla partecipazione democratica. Non per disinteresse, non per scelta, ma per ostacoli economici e logistici che rendono proibitivo affrontare un viaggio solo per votare”, si legge nella lettera. “Compito delle istituzioni”, sottolineano i rappresentanti dei comitati, “è incentivare la partecipazione: in un momento storico in cui l’affluenza alle urne diminuisce in modo preoccupante, escludere milioni di persone dal voto non è solo un problema tecnico, ma un vulnus democratico. Il diritto di voto non può diventare un privilegio riservato a chi ha tempo e risorse economiche per spostarsi”.






