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23 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 13:19

Pur di votare al referendum sulla Giustizia, migliaia di fuorisede hanno assunto l’incarico di rappresentante di lista. Eppure in alcuni casi si sono verificati ostacoli con i presidenti del seggio: lo hanno denunciato il Movimento 5 stelle, Alleanza verdi e sinistra e il Partito di rifondazione comunista. Tra i compiti del rappresentante di lista c’è l’osservazione di tutte le operazioni: dalla costituzione del seggio, passando per la votazione e la chiusura fino allo scrutinio. Tra le sue facoltà, quella di votare proprio nella sede dove è stato designato dal partito o dalla forza politica. E’ scritto nelle istruzioni del ministero dell’Interno, secondo paragrafo capitolo 7 comma “b”: “i rappresentanti dei partiti o dei promotori possono votare nel seggio dove esercitano le funzioni di rappresentante, anche se iscritti in qualsiasi altra sezione del territorio nazionale”. Anche per questo il Movimento 5 stelle, su 1500 rappresentanti di lista in Lombardia, ha nominato 1100 fuorisede: studenti, ma anche insegnanti e pazienti originari del Sud in cura negli ospedali del Nord. Peccato che alcuni di loro “hanno dovuto scontrarsi con casi di impreparazione al seggio”, dice a ilfattoquotidiano.it Dario Violi, coordinatore regionale M5s Lombardia. Che aggiunge: “C’è chi è stato costretto a rivolgersi alle Forze dell’ordine, chi ha dovuto firmare documenti in Comune, fino a chi si è sentito dire che per i rappresentanti di lista non erano a disposizione schede elettorali extra”. Secondo quanto riferito, i due casi segnalati si sono risolti anche se a fatica; dubbi restano solo per una persona.