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Un recente studio ha indagato che cosa succede al nostro cervello nell’attimo in cui moriamo: ecco la strabiliante scoperta
Uno dei momenti cardine dell’esperienza umana è, paradossalmente, quello della morte. Viviamo la nostra esistenza sapendo che arriverà il momento di chiusura definitiva, quella fine inevitabile che accomuna tutti e che, ad oggi, rappresenta ancora un grande mistero irrisolto. Su quello che accade dopo la morta si sono interrogate tutte le religioni del mondo, ma anche scienziati, letterati e scrittori. Non da ultimo, lo ha fatto Dan Brown nel suo ultimo libro L’ultimo segreto, dove ha indagato il concetto di coscienza non locale. Ogni storia, film o testo ci ha insegnato che quando il cuore smette di battere, per la vita è partita chiusa. Ma cosa succede, invece, al nostro cervello nell’attimo in cui non abbiamo più battito cardiaco?"
È proprio per rispondere a questa domanda che alcuni neuroscienziati hanno dato il via a una raccolta dati utile proprio a cercare di capire cosa succede alla nostra mente nell’attimo in cui la vita ci sfugge via dalle dita. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Aging Neuroscience e ha fatto emergere che durante un arresto cardiaco e anche subito dopo il nostro cervello continua a funzionare. I ricercatori, infatti, si sono trovati a “spiare” il funzionamento di alcune onde cerebrali anche in pazienti dichiarati morti. Si trattava, in questo caso, di attività assimilabili al sogno e alla meditazione profonda. In altre parole, subito dopo la morte il nostro cervello entrerebbe in una modalità di riposo, con un pattern di onde simile a quello che si crea quando richiamiamo alla mente ricordi del nostro passato.






