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È frutto del cervello, non del cuore: muore con il corpo. Gli esperimenti: pesa 21 grammi, sopravvive 40 giorni

Si dice che quando una persona muore la sua anima impieghi 17 giorni per superare e lasciare per sempre il campo elettromagnetico terrestre, e si dice anche che i familiari dei defunti continuino per lo stesso tempo a sentire la vicinanza della persona estinta, a ricevere segnali vividi e rassicuranti della sua presenza. Secondo le credenze popolari l'anima del defunto va in cielo, in paradiso, in purgatorio o all'inferno 40 giorni dopo la morte, e fino ad allora il suo spirito aleggia e resta tra i suoi cari sulla terra. Lo scienziato russo Garjaiev fu il primo a sperimentare questo spazio temporale, con una luce in una camera a vuoto, un laser a spettro variabile capace di modellarsi su un campione di Dna e riprodurre, sebbene in maniera sfumata, come un ologramma, l'immagine umana dell'anima, definita "effetto fantasma" , e quel laser ha continuato a registrare i fantasmi del defunto per 40 giorni dal decesso.