La relazione annuale sull'azione svolta nel 2025 dall'Osservatorio nazionale per il monitoraggio dell'applicazione della legge sull'equo compenso per le prestazioni dei liberi professionisti (disciplina in vigore dal maggio del 2023, ndr) è pronta per essere inviata al Parlamento; a ricevere il testo definitivo dell'organismo istituito presso il ministero della Giustizia sono stati nelle ultime ore i componenti (Consigli nazionali e associazioni di lavoratori autonomi), che avevano avuto tempo fino al 26 gennaio scorso per inviare eventuali integrazioni, o osservazioni.
Nel documento, che la legge sull'equo compenso stabilisce debba essere spedito alle Camere entro il 30 settembre di ogni anno (e che, dunque, nel 2026, come nel 2025, arriverà ai parlamentari con un ritardo di quattro-cinque mesi), vengono evidenziate le "ricadute positive attese" dai disegni di legge delega per le riforme delle professioni: al vaglio di Montecitorio e Palazzo Madama, infatti, ci sono i quattro provvedimenti varati dal governo nello scorso settembre, che stabiliscono l'aggiornamento delle regole e delle attività delle figure sanitarie, di 15 categorie ordinistiche (dagli ingegneri ai consulenti del lavoro, dai giornalisti ai geometri, etc), degli avvocati e dei dottori commercialisti ed esperti contabili.









