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Ma pochi sottolineano le accuse dei musicisti contro la IA e la censura social
Prendiamo per esempio i Grammy Awards che sono gli Oscar della musica mondiale e l'altra sera sono andati in scena alla Crypto.com Arena di Los Angeles con gigantesca rilevanza planetaria. Un elenco di vincitori lungo ed esauriente che mediaticamente (si dice così no?) è stato schiacciato dagli inevitabili slogan e dalle crasse battute (del presentatore Trevor Noah) contro Trump e la sua amministrazione. Come spesso accade, si parla più delle parole dei cantanti che delle parole delle canzoni. "Prima di ringraziare Dio, dirò una cosa: Ice out (l'Ice deve andarsene - ndr)" ha detto il grande vincitore della serata Bad Bunny, portoricano, primo a conquistare la statuetta più ambita di tutte, quella di Album dell'Anno, con un disco quasi interamente in spagnolo, Debi tirar más fotos. Che l'Ice resti o vada via, comunque Bad Bunny tra pochi giorni sarà il protagonista dell'esibizione all'"half time" del Superbowl, di gran lunga l'evento più seguito della tv americana, seguito da tutti, anche da chi applaude l'Ice.






