Nel 1966, in un liceo classico di Milano, nove ragazze risposero a una serie di domande su ciò che pensavano rispetto a temi come la famiglia, la scuola, il matrimonio, la sessualità, il lavoro, la religione. La Zanzara, giornalino studentesco del Parini, pubblicò quelle risposte sotto forma di un lungo articolo intitolato Che cosa pensano le ragazze di oggi?. La pubblicazione diventò un caso nazionale, fece inalberare studenti e genitori, scomodò procure, politica e alte cariche religiose, e diventò un processo in cui i capi d’accusa erano le offese alla pubblica morale.

A raccontare quella incredibile storia oggi è Gianmichele Laino nel libro Che cosa pensano le ragazze di oggi? Milano, 1966. La Zanzara (Ponte alle grazie). Nel volume, l’autore non si limita a ricostruire i fatti e a contestualizzarli nella realtà dell’epoca, tracciando un parallelismo con la contemporaneità, ma prova a capire perché quelle parole fecero così paura. Perché la reazione a quella pubblicazione fu immediata e sproporzionata. Ambienti cattolici interni alla scuola denunciarono l’inchiesta come immorale (persino Papa Paolo VI durante un’omelia fece riferimento al caso del Parini). I genitori protestarono. La stampa conservatrice parlò di scandalo, di corruzione dei costumi, di degenerazione giovanile. Si tennero interrogazioni parlamentari per i fatti collegati alla vicenda. La Zanzara divenne il simbolo di tutto ciò che stava sfuggendo di mano: la scuola che non controlla più, le ragazze che parlano di temi sconvenienti, la morale che non regge.