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2 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 19:09
Prima un finto rapimento e adesso l’esercizio abusivo della professione di psicologa con tanto di prescrizione di farmaci alle vittime di violenza. Su richiesta della Procura di Reggio Calabria, il gip ha disposto il sequestro preventivo dell’associazione “Odv Centro Antiviolenza Margherita” e degli immobili gestiti dalla stessa per l’esercizio delle proprie attività sia in riva allo Stretto che in provincia di Avellino. Il provvedimento di sequestro preventivo è stato eseguito dalla squadra mobile che indaga sulla vicenda dal 2024 quando la titolare del centro Tiziana Iaria aveva denunciato di essere stata sequestrata. Si è trattato di un finto rapimento lampo secondo la Procura guidata da Giuseppe Borrelli. La pm Flavia Modica, infatti, ha notificato a Tiziana Iaria un avviso di conclusione indagini per false informazioni al pubblico ministero, simulazione di reato, calunnia ed esercizio abusivo della professione di psicologa.
Ma andiamo con ordine: il 21 marzo 2024 il marito della titolare del centro antiviolenza denuncia sui social e in questura la scomparsa della moglie. “Al momento è stata dichiarata dispersa. – ha scritto su Facebook – Le forze dell’ordine hanno mobilitato tutta la task force necessaria per la ricerca senza escludere nessuna probabilità. Credo un rapimento, ma non possiamo esserne certi. Tiziana in questi anni ha aiutato e sostenuto decine di donne vittime di violenza, nonostante le minacce di morte, non si è fermata, né impaurita continuando a sostenere tutti coloro che hanno subito violenza. Spero tanto che il tutto si risolva al meglio”. Meno di ventiquattr’ore e Tiziana Iaria ricompare sotto casa. Ai poliziotti ha dichiarato che il suo sequestro sarebbe stato perpetrato da soggetti ignoti che, dopo averla stordita, l’avrebbero condotta in un luogo da lei non riconosciuto, per poi riportarla a Reggio Calabria la mattina successiva. Il 2 aprile, assistita dalla sua legale, la titolare del centro antiviolenza organizza pure una conferenza stampa sul suo presunto rapimento e racconta ulteriori dettagli: “Sono uscita dall’ufficio alle 9 perché dovevo portare dei documenti all’avvocato. – aveva affermato davanti alle telecamere – Arrivata più o meno qui sotto, dove c’è la colonnina elettrica per ricaricare le macchine, una signora giovane con in braccio un bambino dagli occhi azzurri mi ha chiesto cortesemente se potessi aiutarla a mettere il bambino sul sedile dell’auto. Una cosa normale per me aiutare le persone. Ho preso il bambino e sono entrata in macchina dalla parte posteriore e la signora è entrata dall’altra parte. Siamo entrate tutte e due in macchina perché questo bambino era veramente movimentato e poi non mi ricordo niente. Questo è quello che è successo quel giorno”.







