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Ultimo aggiornamento: 12:06

L’avvocata di Alessia Pifferi, Alessia Pontenani, è stata assolta dalle accuse di falso e favoreggiamento nel cosiddetto processo “Pifferi bis” su una presunta attività di manipolazione compiuta per ottenere una perizia psichiatrica che certificasse un vizio parziale di mente della sua assistita, condannata in appello a 24 anni per la morte della piccola figlia Diana. Assolti anche gli altri quattro imputati, tre ex psicologhe del carcere di san Vittore e lo psichiatra Marco Garbarini, ex consulente della difesa. Il pm Francesco De Tommasi aveva chiesto condanne fino a quattro anni. Per l’accusa le psicologhe avevano somministrato dei test “incompatibili con le caratteristiche psichiche effettive della detenuta”, mentre lo psichiatra Garbarini l’aveva “eterodiretta” nelle risposte da fornire. L’avvocata Pontenani è stata definita dal pm la “vera regista dell’operazione volta a farla passare per scema”.

L’assoluzione è arrivata al termine del processo con il rito abbreviato con la formula “perché il fatto non sussiste” e, in un caso, per la particolare tenuità del fatto. Rinviata a giudizio, invece, una psicologa che aveva optato per il rito ordinario, ma in riferimento a un caso esterno riguardante una presunta irregolarità sul conseguimento di alcuni crediti in dei corsi di aggiornamento. Le motivazioni della sentenza pronunciata dal gup di Milano Roberto Crepaldi saranno disponibili entro un mese. La condanna più alta – quattro anni – era stata richiesta per Pontenani: secondo la legale, la sentenza “dimostra che gli avvocati devono continuare a fare il loro lavoro” e che “non esiste l’eccesso di difesa”. L’avvocato Corrado Limentani, che la assisteva, ha parlato di “un procedimento parallelo fondato sul nulla che ha condizionato il processo principale”.