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Ultimo aggiornamento: 13:43

È passato un mese dall’incendio che la notte di Capodanno ha devastato il bar Constellation di Crans-Montana, in Svizzera. Le immagini di quei momenti drammatici, con ragazzi giovanissimi tra le fiamme e il fumo, restano impresse nella memoria di chi li ha seguiti in ospedale, mentre l’Italia intera seguiva il loro trasferimento nei giorni successivi all’ospedale Niguarda di Milano. Qui, alcuni feriti hanno affrontato interventi complessi, tra cui uno sottoposto a trattamento Ecmo, la cosiddetta “macchina riposa-polmoni”, presso il Policlinico di Milano.

Oggi, mentre la fase acuta dell’emergenza sembra alle spalle e ricevono la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, emerge un bilancio che porta un barlume di sollievo. “I primi momenti sono stati estremamente complessi – ha raccontato all’Adnkronos Salute Giovanni Sesana, responsabile della Banca dei tessuti e terapia tissutale di Niguarda – la preoccupazione era giorno per giorno, ora per ora. Si trattava di garantire la sopravvivenza e la stabilizzazione dei feriti, arrivati al massimo a 12 contemporaneamente”.

Adesso si entra in una nuova fase, definita dal medico “più tranquilla dal punto di vista chirurgico”, in cui gli interventi puntano a funzionalità ed estetica. Un ruolo cruciale lo ha avuto la cute donata e conservata in biobanca: “Nei primissimi giorni abbiamo utilizzato circa 15mila centimetri quadrati di pelle, e successivamente altri 15-20mila in varie fasi. In totale, siamo sui 30-35mila centimetri quadrati per tutti i pazienti”, spiega Sesana.