«Potrebbero essere mille le persone disperse in mare durante il ciclone Harry». Lo afferma, in una nota, Mediterranea. “Si stanno delineando i contorni della più grande tragedia degli ultimi anni lungo le rotte del Mediterraneo centrale e i governi di Italia e Malta tacciono e non muovono un dito”, denuncia Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans, che rilancia le nuove testimonianze e i nuovi elementi raccolti negli ultimi giorni dai Refugees in Libia e Tunisia.
Mediterranea sottolinea che tra le varie testimonianze relative a questo periodo sono quelle raccolte «dai Refugees tra le comunità presenti in Tunisia a fornire un quadro molto più ampio e allarmante». Secondo queste testimonianze, infatti, «dal 15 gennaio in poi, di fronte a una pressione crescente da parte dei militari tunisini con rastrellamenti e devastazioni negli accampamenti informali negli uliveti intorno a Sfax e un allentamento dei controlli sulle spiagge, diversi convogli sono partiti da diversi punti costieri. Secondo le testimonianze raccolte da persone che avrebbero dovuto trovarsi su queste imbarcazioni ma che sono state costrette ad aspettare per mancanza di denaro, nonché dai parenti di coloro che sono partiti, interi convogli non sono mai tornati. Si dice che un solo trafficante, conosciuto localmente come Mohamed ’Mauritania’, abbia spinto cinque convogli, ciascuno dei quali trasportava tra le 50 e le 55 persone».










