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Dall’Ungheria alla Cina sui pattini, e senza ritorno
Le Olimpiadi sono alle porte e c’è chi ci arriva a marcia indietro. Per esempio Shaolin Sándor e Shaoang Liu, passati dalla bandiera ungherese a quella cinese: nati a Budapest da madre magiara e padre asiatico, i due fratelli ai Giochi vivranno una prima volta, nonostante siano già stati campioni olimpici nel pattinaggio di velocità. Dopo i trionfi di Pyeongchang 2018 e Pechino 2022, i Liu hanno infatti scelto di seguire la loro ex allenatrice Zhang Jing, passata alla guida del team cinese. “Sono atleti maturi e disciplinati, un esempio per i più giovani”, ha dichiarato Zhang, che ha strappato i sogni di una nazione uscita da Pechino 2022 con tre medaglie in tutto, uno oro e due bronzi. Le loro, appunto.
Un vero furto (sportivo) con scasso, ma d’altronde la “Cina può” (dice un loro detto) e così si prende due atleti che vantano anche otto titoli mondiali complessivi, staffetta compresa.






