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Ultimo aggiornamento: 9:45
Trattenere per 12 ore chi non ha commesso alcun reato, per il semplice sospetto che costituisca un pericolo per l’incolumità pubblica in occasione di manifestazioni di piazza. Un fermo preventivo nella disponibilità delle forze dell’ordine, ritenuto indispensabile per evitare vicende come quella di Torino. È la norma a cui il governo tiene di più tra quelle del nuovo pacchetto Sicurezza, un disegno di legge e un decreto-legge firmati dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che potrebbero essere approvati già mercoledì in Consiglio dei ministri come reazione alla guerriglia nel capoluogo piemontese. Lo scopo è consentire alle forze di polizia, senza bisogno di interloquire con la magistratura, di fermare “persone sospettate di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e l’incolumità pubblica”, trattenendole in Questura per mezza giornata. Una misura che potrebbe essere applicata, ad esempio, nei confronti di chi si presenta in piazza a volto coperto o portando con sé oggetti ritenuti pericolosi.
La proposta è in queste ore al vaglio degli uffici giuridici del Quirinale, che avevano già espresso dubbi di costituzionalità su questa come su altre norme del “pacchetto”. Ma la Lega tira dritto: “Il ministro lo propone per 12 ore, secondo me si può arrivare anche a 48 ore di fermo preventivo”, ha detto domenica Matteo Salvini a chi gli chiedeva se la misura sarebbe entrata nel decreto-legge. Lunedì, intervistato su Rtl 102.5, il vicepremier e leader del Carroccio ha corretto il tiro, ipotizzando trattenimenti di “sole” 24 ore. E ha rilanciato la proposta di far pagare una cauzione agli organizzatori delle piazze, che però non dovrebbe entrare nel pacchetto.














