Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 non serviranno soltanto a celebrare lo sport, a preservare lo spirito olimpico e accendere (per la prima volta in contemporanea) due bracieri. Queste Olimpiadi servono anche a dimostrare che l’Italia è un paese in grado di organizzare e gestire un evento planetario, in un contesto geopolitico a dir poco infuocato.Nel corso delle settimane dei Giochi olimpici e paralimpici verrà valutato l’operato complessivo del sistema Italia, del Coni e della Fondazione Milano Cortina, che hanno collaborato nella riuscita dei XXV Giochi olimpici invernali.Il giudizio si baserà sulla qualità degli impianti, sulla capacità di rispondere alle necessità di addetti ai lavori e turisti, oltre che sulla sicurezza in generale (per questo si veda il capito Ice & co.).Il tema degli impianti e delle strutture che ospiteranno i Giochi, del resto, era già molto caldo. In particolare, da quando alcune testate statunitensi, su tutte il New York Times, hanno sollevato dubbi sulla qualità delle strutture e sulla capacità di ultimare in tempo utile tutti i lavori in corso. Il primo riferimento è al nuovo Pala Italia di Milano, nel quartiere Santa Giulia, dove si terranno le partite di hockey. E che dalla prossima primavera prenderà il nome di Unipol Dome.Lo stato dei lavori a pochissimi giorni dall'inizio delle Olimpiadi invernaliA che punto siamo nello stato di avanzamento dei lavoriQuello che i dati non diconoLa situazione del Pala Italia, anche noto come Arena Santa GiuliaA che punto siamo nello stato di avanzamento dei lavoriPer farsi un’idea completa sullo stato di completamento (o avanzamento) dei lavori si possono consultare le informazioni messe a disposizione da Simico S.p.A., ovvero la società che ha il compito di gestire tutte le opere per le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina.Secondo l’ultimo aggiornamento disponibile, del 22 gennaio 2026, sono 98 le opere totali che fanno parte del programma olimpico, per un investimento complessivo di 3.540.304.464,68 (miliardi) di euro.Di queste 98 opere, 31 sono ritenute “essenziali” per i Giochi, mentre le restanti 67 vengono definite di legacy: si tratta di quelle infrastrutture permanenti, come strade e ferrovie, di cui beneficeranno i territori dove si svolgeranno le Olimpiadi. Una sorta di eredità volta a migliorare, anche dopo che i Giochi saranno terminati, la vita dei cittadini. Ne sono un esempio l’innovativa “metromontana” ovvero un'area dove i benefici legati a una connessione ad altissima velocità, tipica delle grandi città, vengono estesi anche alle aree montane, tecnologia fondamentale per favorire lo sviluppo sociale ed economico di chi abita in quelle zone; oppure le nuove aree di pronto soccorso dell’Ospedale Niguarda di Milano, dove verrà collocato anche l’ospedale olimpico, con percorsi dedicati agli atleti e alle loro famiglie.Il numero di questi progetti è distribuito in modo equo su tutte le zone interessate dalle Olimpiadi: 30 nell’area dolomitica di Trento, 29 in Lombardia, 25 in Veneto e 14 nella zona di Bolzano.Sempre secondi gli ultimi dati, di tutte queste opere al momento ne risultano concluse quaranta; 29 sono ancora in esecuzione, 27 in progettazione e 2 ancora in gara di appalto. Il dato che ci permette di farci un’idea dell'effettivo avanzamento delle opere è quello relativo al numero di lavori, anche in esecuzione, la cui fine dei lavori definitivi, compresi quelli del legacy, è prevista prima dell’inizio dei Giochi: 8, il che vuol dire che circa il 49% delle opere totali previste verrà terminato successivamente, con l’ultimo cantiere previsto per il 2033.In questa ultima categoria rientrano alcune strutture che saranno già protagoniste dei Giochi, ma il cui effettivo progetto verrà completato solo successivamente: tra queste la pista da bob di Cortina, il Livigno snow park, il Villaggio olimpico di Cortina, la costruzione di sistemi per la gestione della neve artificiale, oltre che l’Arena di Verona dove, dato che vi si svolgerà la Cerimonia di chiusura, devono essere ancora terminati dei lavori di riqualificazione degli accessi.Nel corso degli anni, il costo dei lavori è salito del 4,6%, che equivale a 157 milioni di euro in più. Questo, dicevamo, è quanto raccontano gli ultimi dati di Simico, ma c’è altro da prendere in considerazione.La Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena, una nuova arena polivalente dove 16mila persone potranno assistere alle partite delle migliori squadre nazionali e delle grandi stelle internazionali dell'hockey su ghiaccio e dell'hockey paralimpico.