MONTEBELLUNA - «La mia scelta vocazionale non è fondata pienamente. Inoltre mi rendo conto che non riesco a rimanere fedele al celibato, avendo un forte bisogno, per il mio bene e serenità, di avere una donna al mio fianco». Si chiude così la lettera indirizzata a Papa Leone XIV da don Giovanni Gatto, il sacerdote cinquantunenne originario di Montebelluna che ha deciso di rinunciare al sacerdozio. Nella supplica al Pontefice il prete ammette di avere avuto già due relazioni e di desiderare di farsi una famiglia.

Una lunga lettera, dalla quale traspare tutto il dissidio interiore che l'uomo si è portato dentro non solo nell'ultimo anno sabbatico, ma più in generale fin dall'adolescenza e dall'infanzia, turbate, come aveva già raccontato anni fa, anche da esperienze traumatiche.

«Sono arrivato al diaconato e al sacerdozio -racconta Gatto- non avendo chiara la scelta di vita ministeriale. Il discernimento vocazionale non sempre l’ho vissuto con piena libertà, in alcuni momenti del cammino ero titubante. Inoltre ho fatto fatica a discernere serenamente riguardo al celibato, che negli anni di ministero ho portato avanti con difficoltà. Non sono mai stato pienamente convinto del celibato ecclesiastico; infatti al momento delle promesse di celibato che feci nel giuramento prima dell’ordinazione avevo forti dubbi».