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4 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:04
Don Giovanni Gatto è il parroco della frazione aquilana di Tempera. Ha 51 anni ed è originario del comune di Montebelluna, in provincia di Treviso. Ordinato nel 2005, il prete ha vissuto in prima persona il terremoto dell’Aquila del 2009 e aveva denunciato le infiltrazioni del clan dei Casalesi negli appalti per la ricostruzione della chiesa. Dopo vent’anni di sacerdozio, Gatto ha deciso di togliersi l’abito per cominciare una vita “normale”. Così, ha scritto una lettera indirizzata a Papa Leone XIV per chiedere la dispensa dal ministero sacerdotale. La missiva, inviata anche all’arcivescovo dell’Aquila, nasce da una lunga riflessione interiore e dal desiderio di cambiare radicalmente la propria esistenza.
Il sacerdote ha affidato a parole chiare il senso della sua scelta: “Non posso rimanere fedele al celibato, voglio una famiglia“. Per lui, il cammino spirituale non si è mai tradotto in una perdita di fede, ma ha portato alla consapevolezza che non poteva più conciliare i voti con la propria aspirazione umana di avere relazioni e figli. Nella lettera, il sacerdote ha spiegato perché ha deciso di compiere questo passo: “Per il diritto canonico è obbligatorio: quando si chiede lo scioglimento dei voti si devono spiegare al pontefice le motivazioni. Ma soprattutto l’ho fatto perché, dopo un lungo percorso umano, spirituale e psicologico, ho capito che, per il mio bene e la mia serenità non riesco più a fare il prete e quindi a stare solo”.








