In un panorama bancario italiano ancora molto competitivo, nonostante il processo di consolidamento in atto, cambiare istituto di credito non è più un tabù ma una scelta strategica che può tradursi in risparmi significativi e accesso a servizi più efficienti, come evidenziano regolarmente le analisi condotte da Banca d’Italia.

Le opportunità sono quindi certificate e un minimo di sano confronto delle offerte presenti sul mercato potrebbe consentire di individuare soluzioni con condizioni contrattuali più favorevoli. Perché allora esitare? Condizioni più vantaggiose di tenuta conto e app più intuitive dovrebbero rendere i passaggi più allettanti, in particolare per chi gestisce capitali modesti. Invece, ancora oggi le remore sono tante, anche se dalle nuove generazioni - più inclini al cambiamento - arrivano segnali confortanti.

Con il diritto alla portabilità, introdotto dal 2021 nel nostro ordinamento, il cambio di conto corrente – con relativi spostamenti di domiciliazioni e accrediti – è ormai un’operazione rapida e gratuita: per legge le banche devono realizzarlo entro 12 giorni lavorativi. La procedura prevede il trasferimento automatico del saldo e dei servizi ricorrenti, come domiciliazioni utenze, accredito pensione/stipendio e addebiti diretti. La nuova banca è tenuta a gestire tutto: comunica con la vecchia e aggiorna i soggetti terzi (es. enti pagatori, come l’Inps e datori di lavoro dei clienti). E in caso di mancato rispetto dei tempi, la vecchia banca è tenuta a pagare un indennizzo.