Lei, dall’Australia, è stata chiarissima anche in passato. «Quei bimbi crescono sani e scelgono di leggere libri invece che stare davanti ai videogiochi». Parola (messa nero su bianco in una lettera inviata il 6 ottobre del 2024 all’ufficio dei servizi sociali di Palmoli) di Rachael Birmingham. Che è sì la sorella di Catherine e la zia dei tre piccoli della “famiglia del bosco”, ma è soprattutto una psicologa con vent’anni d’esperienza sul curriculum, che a Victoria, laggiù nello Stato di Melbourne, gestisce un «programma dopo-scuola di sviluppo sulle competenza di vita», che ha insegnato pure alla Trobe university australiana e che è la «responsabile del supporto istruzione» nella scuola primaria che frequenta anche suo figlio. Aunt Rachael sta per arrivare in Abruzzo.
$ attesa a giorni, dovrebbe atterrare già la prossima settimana, viene a Palmoli (e probabilmente a Vasto) per stare vicino ai suoi famigliari (come sostiene il quotidiano Il Messaggero) che, dal 20 novembre scorso, sono finiti nel vortice infinito dell’allontanamento di minori più chiacchierato d’Italia.
Rachael, in questa vicenda, ha fatto capolino in diverse occasioni: ha raccontato di quando, due anni fa, è andata a trovare i Birmingham- Trevallion nel loro casolare in mezzo alla natura; ha spiegato che in quelle tre settimane ha «riscontrato un ambiente molto sicuro e accogliente», fatto di «cibo fresco, nutriente ed eccellenti» e del «riconoscimento (dato, ndr) al contributo e al valore che ciascun bambino porta» con sé; ha specificato che iscrivere i due gemellini di sei anni e la sorellina di otto «potrebbe essere (addirittura, ndr) dannoso per il benessere emotivo» sopratutto della più grandicella.






