Un agente preso a martellate, bombe carta, incendi che hanno coinvolto persino due blindati della polizia, cassonetti usati come scudo e cartelli stradali come armi. Così un pezzo di città è diventato un campo di battaglia. Il corteo che ha radunato il mondo antagonista da tutta Italia e dall’estero, a sostegno del centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita a Torino, alla fine si è trasformato in una guerriglia urbana. Tra gli episodi più violenti spicca quello in cui un agente senza casco è stato aggredito anche quando era a terra con calci, pugni e persino un martello e una chiave inglese da una decina di antagonisti. Si tratta del 29enne Alessandro Calista (sposato e con un figlio), del reparto mobile di Padova, ricoverato in ospedale con ferite alle costole e a un polpaccio. Mentre ieri sera c’erano i primi fermati - almeno una decina - tra le file dei manifestanti, il conto dei feriti, oltre venti di cui sei non gravi portati in ospedale, sembrava destinato ad allungarsi.
Gli attivisti hanno aggredito anche una troupe Rai di Far West: i giornalisti sono stati presi di mira, aggrediti fisicamente, minacciati e costretti ad allontanarsi con la forza, mentre venivano lanciati sassi e distrutta l'attrezzatura di lavoro. I primi scontri sono avvenuti ieri sera intorno alle 18. L’obiettivo degli antagonisti, che è fallito, era quello di riprendere il controllo del centro sociale dal quale sono stati sgomberati circa un mese fa. Gli anarchici hanno iniziato a dare fuoco ad alcuni cassonetti per avvicinarsi all’ex sede di Askatasuna. Dai dehors dei bar, chiusi, sono state lanciate sedie e tavoli per sbarrare la strada alle forze dell'ordine. In qualche caso le fiamme sono state particolarmente alte, ma sono state tutte subito spente. I manifestanti nel frattempo si sono organizzati per continuare a lanciare razzi e utensili artigianali contro le forze dell'ordine. La polizia ha risposto con i lacrimogeni.













