VENEZIA - La riforma della magistratura, il dramma dei suicidi nelle carceri e i tempi sempre più lunghi per istruire i processi “di prossimità” come quelli del giudice di pace. Al di là della situazione difficile del distretto di Venezia sotto il profilo delle scoperture di personale e del grande sforzo portato avanti per ridurre gli arretrati, ieri all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 è tornata la polemica sulla riforma Nordio che sarà oggetto di referendum del 22-23 marzo.

Se da un lato la presidente della Corte, Rita Rigoni, ha citato le parole del Capo dello Stato per ricordare quanto sia pericoloso indebolire il ruolo e la funzione della Magistratura e quanto invece sia necessario il «reciproco rispetto tra le istituzioni», la consigliera del Csm Maria Luisa Mazzola ha attaccato apertamente le recenti modifiche approvate dal Parlamento, sia costituzionali che ordinarie. «Non si comprende - ha detto - come la riforma costituzionale possa contribuire a migliorare la qualità e l’efficienza della giurisdizione».

Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari ha risposto a margine della cerimonia: «Chi fa l'ennesima battaglia per il no, va bene, lo faccia, ma non si può lamentare se poi qualcuno sottolinea le bugie».