ROVIGO - In Italia si sono perse 183 società di rugby dal 2017 ad oggi, secondo la tabelle ufficiali del diritto al voto comunicate e aggiornate dalla Fir. Da questo dato allarmante partono i fondatori della Lega Promozione Rugby (Lpr) per lanciare la nuova associazione, che intende dare un’unica voce ai club di base come interlocutori della Federazione, affiancandosi alla Lega di Serie A Elite. Il “Gazzettino” lunedì ha riportato le indiscrezioni sulla nascita, ora c’è l’annuncio ufficiale. «Si è costituita a Milano la Lega Promozione rugby - scrivono i fondatori in un comunicato - Una nuova realtà associativa che nasce per dare voce e rappresentanza alle società che operano alla base del movimento rugbistico italiano. Non un soggetto elettorale, ma un luogo di rappresentanza e di proposta, orientato a collaborare con le istituzioni – a partire dalla Fir - nella definizione di strategie efficaci e di lungo respiro».
Il presidente della nuova Lpr è Roberto Libè, il vice Enzo Dornetti. I due affermano di avere già una settantina di club di 9 regioni interessati al progetto. «L’iniziativa prende le mosse da una constatazione evidente - continua il comunicato - il progressivo calo del numero di praticanti, in particolare nelle fasce giovanili, e la riduzione del numero di club attivi rappresentano oggi una delle principali criticità per il futuro del rugby italiano. Una tendenza che rende necessario un cambio di prospettiva e l’avvio di un progetto strategico di medio-lungo periodo. Alla base del progetto vi è una convinzione chiara: la crescita del movimento è il presupposto essenziale per qualsiasi traguardo sportivo di alto livello. Solo attraverso un aumento dei praticanti, una maggiore capillarità territoriale da nord a sud ed investimenti costanti su formazione, reclutamento e strutture sarà possibile invertire il trend in atto e generare talenti dentro un sistema nazionale solido e sostenibile».






