ROVIGO - «Mercoledì ho rassegnato le dimissioni da presidente. Ho preso atto che in questo modo la Lega italiana rugby non può più operare. Tutto quello che è esterno al tavolo degli associati funziona, ovvero il lavoro organizzativo per il rilancio del campionato e l’allestimento delle finali. Non funziona invece il tavolo dei club associati». Le parole sono di Giulio Arletti, presidente del Viadana e della Lega rugby. I dieci club di serie A Elite che rappresentava, compresa la FemiCz Rovigo, restano quindi senza la loro guida. O ne trovano un’altra condivisa e operativa entro il 30 giugno. Oppure la Lega rischia di morire a soli due anni dalla sua resurrezione, com’era purtroppo nelle previsioni dei più pessimisti. La Lir, a differenza della Lire del 2002, è nata infatti fra società dagli interessi diversi per supportare la candidatura alla presidenza Fir di Andrea Duodo, auspicando un maggiore interesse della Federazione nei confronti del campionato. Esaurito il collante elettorale, le diversità sono riemerse e finora sono state più forti dei motivi di unione, se si è giunti a questo epilogo.

LA SCADENZA «Gli organismi della Lega hanno durata biennale e scadono il 30 giugno - continua Arletti - Non intendo passare altri due anni a perdere tempo. O si cambiano le regole e uno statuto non più attuale, basato su quello della Lire di 15 anni fa che viveva una realtà completamente diversa dalla nostra, oppure si può fare a meno della Lega. Basterà un tavolo di confronto con la Fir, mantenendo in vita la parte operativa e di comunicazione che, ripeto, funziona. Basta vedere come ha risposto Padova nell’ultima finale scudetto al Plebiscito». Le parole di Arletti sono piene di amarezza. Lui come pochi altri alla Lega e al rilancio della Serie A Elite ci ha davvero creduto. «È vero e mi dispiace di tutto questo. Ma non si può andare avanti finché avremo attori che usano qualsiasi mezzo per non incontrarsi, o per farlo senza decidere nulla e rallentare tutto, supportati da regole che per una realtà che fattura 80.000 euro, come la nostra, pretendono adempimenti degni di una società per azioni. Io sono un privato che fa il presidente di Lega nel tempo libero, non un presidente federale».PRAMPOLINI EREDE? Cosa succederà ora in vista del 30 giugno? È l’occasione per gli oppositori di Arletti (Fiamme Oro, Valorugby, Mogliano) di prendere in mano la Lega e di farla funzionare a modo loro. La candidata potrebbe Valeria Prampolini, dirigente del Valorugby campione d’Italia. Oppure il presidente dovranno esprimerlo gli altri sette club. In caso contrario, prepariamoci a un altro funerale della Lega, come quello della Lire nel 2008/09.