"Askatasuna vuol dire libertà, Askatasuna siamo tutti noi, siamo solo all'inizio": così gli antagonisti che si sono ritrovati davanti alla stazione di Porta Nuova, a Torino, per il corteo di protesta organizzato dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna dello scorso 18 dicembre. "Gli scioperi e i 'blocchiamo tutto' - hanno detto i manifestanti - sono stati solo un assaggio di quello che il popolo può fare". In migliaia (50mila secondo gli organizzatori) sono partiti in corteo da Porta Susa, Porta Nuova e Palazzo Nuovo. "Migliaia di persone sono in arrivo da tutta Italia per partecipare a una giornata importante che segna non la fine ma l'inizio di un'iniziativa volta a costruire un'opposizione reale al governo Meloni - hanno detto gli organizzatori - sarà una giornata lunga che vogliamo sia il più partecipata possibile. Da ore le forze dell'ordine hanno intensificato i controlli fermando le persone come se Torino fosse invasa da violenti. Vogliamo rispedire al mittente questa violenza perché violenza è militarizzare un quartiere intero".

"Lo dico come provocazione: ringraziamo la premier Meloni perché è lei che ha fatto sì che le persone fossero qua ed è da qui che partirà una nuova opposizione al suo governo", ha detto Stefano, portavoce di Askatasuna, prima della partenza del corteo.