PONTE NELLE ALPI - «Ho speso per il viaggio 107,25 euro a fronte di 28,33 se tutto avesse funzionato»: ennesima disavventura ferroviaria in provincia di Belluno, involontaria protagonista Mirta Da Pra Pocchiesa, che viaggia regolarmente sui mezzi a rotaie dal 1981, e tutto parte da un treno cancellato. È sabato 17 gennaio. La donna assieme al fratello arriva alla stazione a Calalzo di Cadore alle 6 e il monitor indica il treno delle 6,28 in partenza per Belluno, ma dopo alcuni minuti la dicitura cambia: "cancellato". Mentre i due si interrogano sul da farsi arriva un pullman di Dolomiti Bus che va a Belluno. La coppia chiede all'autista se il mezzo passa per Ponte delle Alpi, se può sostituire la tratta di Trenitalia cancellata. La risposta è: «No, non c'è convenzione tra Trenitalia e Dolomiti Bus. Se salite dovete pagare il biglietto e l'autobus comunque non va in stazione, vi lascia sulla strada».
Il fratello decide di accompagnarla a Ponte nelle Alpi dove, comunque, Mirta Da Pra Pocchiesa dovrebbe cambiare per raggiungere Mestre: ha il biglietto di Flixbus per Torino, in partenza 25 minuti dopo l'orario di arrivo previsto. Giunti a Ponte nelle Alpi, in attesa del treno per Venezia, con sorpresa arriva da Calalzo quello che la coppia avrebbe dovuto prendere e che era stato annullato. La capo treno spiega alla viaggiatrice che le chiede lumi, che la sera precedente il treno aveva avuto un guasto tecnico e quindi per questioni di sicurezza non poteva viaggiare con passeggeri a bordo. Certo, la sicurezza prima di tutto, ma se ci fosse stata una convenzione con Dolomiti Bus con l'unica variante di portare le persone in stazione, si sarebbe potuto ovviare alla cancellazione. Mirta Da Pra Pocchiesa riprende le tappe del suo viaggio.






