di
Mario Gerevini
Il viaggio da incubo nel cuore della Lombardia locomotiva d'Italia si conclude a una media di 25 km all'ora: come a farlo in bicicletta. «Apoteosi della disorganizzazione». Informazioni via App? Zero. Poi le scuse di Trenord: «Colpa del traffico»
«Allucinante», «Apoteosi della disorganizzazione», «Grottesco», «Ai confini della realtà», «Non è un viaggio, è una presa per il c…». Lombardia locomotiva d’Italia, simbolo di organizzazione ed efficienza. Che cosa è successo per scatenare l’ira di 150 passeggeri Trenord rimasti a lungo «parcheggiati» la mattina di martedì 9 giugno sulla trafficatissima Strada statale 9 via Emilia?
Si parte da MantovaLa tratta nel cuore della regione è la Mantova-Cremona-Lodi-Milano. Molti dei 150 passeggeri la frequentano da anni, dunque sono ampiamente vaccinati ai disservizi e all’oscurità delle comunicazioni. Ne capiscono anche le ragioni contingenti (raddoppio della linea Mantova-Cremona). Ma non fino a questo punto. Si parte in bus sostitutivo (previsto da tempo per i lavori di raddoppio della tratta) da Mantova per Bozzolo alle 8,13. Il luogo di partenza però non è più quello ormai noto da due anni a 300 metri dalla Stazione. Adesso è il piazzale della stazione. Ci sono cartelli che lo indicano? No. Lo dice l’app? No. «Per questa volta» (dicono proprio così) gli autisti raccolgono la trentina di viaggiatori a 300 metri. Si parte per la stazione di Bozzolo (25 km da Mantova). Qui c’è il treno per Milano.






