Caro direttore, sono un padre di famiglia e gestisco un locale da più di 30 anni, le voglio solamente chiedere, visto che parliamo da mesi di sicurezza, cosa pensa di ciò che ho letto sul giornale: un 37enne che spacciava cocaina a Montebelluna ha aggredito due carabinieri mandandoli al pronto soccorso ed è rimasto in libertà, perché prima non era mai stato condannato. Io non me lo auguro, ma se questo individuo dovesse far mai del male alla mia famiglia, prima lui e poi chi lo ha scarcerato perché non lo ritiene pericoloso, avranno seri problemi.

Ma perché la politica non si ribella a queste ingiustizie? È evidente che non c'è niente di normale in tutto questo. Basta con questo buonismo, sono cose intollerabili. Siamo alla follia pura.

Simone Stocco

Caro lettore, chiamiamo le cose con il loro nome: quella scarcerazione immediata è stata una assoluta vergogna. E anche chi l'ha autorizzata e resa possibile dovrebbe vergognarsene. Ricordo, per chi non ha seguito la vicenda, che uno dei carabinieri di Montebelluna aggrediti dallo spacciatore ha rimeditato ferite guaribili in 30 giorni e che questo amabile signore nigeriano di 37 anni aveva in tasca 10 ovuli di cocaina pronti da vendere, oltre a un discreto gruzzolo probabile frutto di precedenti cessioni di droga a qualche cliente. Insomma era nel pieno della sua attività di "pusher". Ma tutto questo non è stato sufficiente: fermato, dopo poche ore è stato rimesso in libertà. Perché non aveva precedenti, è stata la motivazione che ne ha consentito la scarcerazione. Assurdo e incredibile. Ma non solo.