“Sulla ricerca gli Usa sono avanti anni luce, sia per fondi che per burocrazia. Se ti serve qualcosa la ordini, non devi chiedere a qualcuno aspettando mesi per un via libera ma sei tu a gestire il tuo budget come meglio credi”. Manuel Bellucci, 31 anni, romano, ha scelto la Purdue University (Indiana), Stati Uniti, per avviare la propria ricerca nel campo della biologia vegetale. “Ho terminato il dottorato presso il Campus Bio-Medico di Roma nel 2024 e un paio di mesi dopo ero già qui in una delle università più all’avanguardia nel il mio campo di ricerca”, racconta a ilfattoquotidiano.it. E arrivare non è stato così difficile: “Ho letto i lavori che avevano pubblicato in materia, ho scritto al professore proponendo la mia ricerca, ho fatto un colloquio e mi hanno preso”. Manuel studia il metabolismo secondario delle piante: “Analizzo come molecole specifiche modulano la risposta delle piante agli stress ambientali”.
Manuel ha un contratto annuale che viene rinnovato in base ai risultati ottenuti, ogni sei mesi il lavoro viene controllato dai finanziatori attraverso un report. “Niente è lasciato al caso – spiega – e sei messo in condizione di poter ottenere questi risultati”. E fa un esempio. “Prima di tornare a Roma per le vacanze di Natale ho ordinato strumentazione da decine di migliaia di dollari, in pochi giorni sono state consegnate al mio laboratorio. In Italia, se la richiesta fosse stata approvata, e non è detto che avvenga, probabilmente ci sarebbe voluto un mese e più per questione burocratiche”. Il massiccio investimento in ricerca negli Usa, pari al 3,4% del Pil – in Italia siamo a quasi un terzo con l’1,37% – permette alle università americani di guardare lontano. “Questo è un progetto che dovrebbe durare tra i tre e i quattro anni. In un anno e mezzo sono a tre quarti dall’obiettivo – rivela Manuel – Quindi grazie alle strumentazioni, ma anche personale competente che le sa utilizzare al meglio, ho potuto accorciare i tempi e questo significa tantissimo per una ricerca”. Tanto che il contratto con l’università gli è stato rinnovato fino al 2027. “Sto facendo anche lezioni, vorrei diventare un docente”.







