La saracinesca è scesa in silenzio, come spesso accade alle botteghe che hanno fatto la storia di un quartiere. E a raccontarne davvero la fine, più di qualsiasi annuncio ufficiale, sono le voci di chi lì dentro è cresciuto. «Se ne va l’ultimo pezzo della mia adolescenza», scrive Anna. È così che Roma saluta la Pasticceria Antonetti, chiusa definitivamente al civico 259 di via Appia Nuova, nel cuore dell’Appio Tuscolano.
Talenti, chiude la storica pasticceria Gatto: “E ora dove compro la crostata di Twin Peaks? E la pastiera?”
di Marco Juric
Aperta nel 1969 da Michele Antonetti, scomparso un paio di anni fa, la pasticceria aveva continuato a vivere grazie alla moglie e a una delle figlie. Un passaggio di testimone familiare che per decenni ha garantito continuità, sapori riconoscibili e un modo di stare dietro al bancone che oggi molti definiscono irripetibile. «Era l’ultimo artigiano di un lavoro che si estingue», scrive Roberto. «Gentilezza, qualità: cose difficili da replicare». Nei commenti dei clienti si ricompone una mappa sentimentale del quartiere. C’è chi ricorda «le mitiche pizzette rosse» prima di entrare «di là dalle suore», come Brunella. Chi parla di una supremazia senza discussioni: «La migliore pasticceria di zona», per Sandra. E chi entra nel dettaglio, quasi tecnico, come Anna: «Il cannoncino fatto con la sfoglia delle lingue di gatto, ripieno di una delicatissima panna. Mai più trovato in nessuna pasticceria». O Antonella che le consegna lo scettro di una città intera: “Le pastarelle con la crema migliore di Roma”.







