Detto ciò, a queste latitudini, non si accetta mai di aver torto e, dunque, una volta che i magistrati bocciano quanto proposto dalla sinistra, i più furbi progressisti s’inventano la favoletta per cui grazie al loro attivismo, alle sottoscrizioni raccolte nei gazebo, siano stati fermati i cattivissimi del governo che, «preoccupati per i sondaggi» che vedono una rimonta del no, avrebbero voluto portare subito gli italiani alle urne. Addirittura definiscono la loro azione come «una straordinaria prova di consapevolezza e partecipazione».