«Un’offerta carente rispetto alla penetrazione del cloud e dell’AI nelle nostre economie e una spinta - anche per le crescenti tensioni geopolitiche - alla “sovranità” digitale e allo storage dei dati sensibili entro i confini nazionali ed europei. I data center sono passati da investimenti di nicchia ad asset sempre più centrali» spiega Kirill Zavodov, managing director di Pimco e gestore di portafoglio a capo del team immobiliare europeo. Non è un caso che il Pimco European Data Centre Opportunity Fund - la cui raccolta fondi era iniziata ad agosto 2023 con un capitale iniziale fornito da Pimco e Allianz Group, con un obiettivo di 750 milioni di euro - ha invece chiuso le sottoscrizioni a ottobre per un totale di 1,8 miliardi, superando di 2,4 volte il target iniziale. Il fondo, che ha una durata di 10 anni, è il maggiore, a livello Ue, dedicato solo ai data center e, tra gli investitori, avrebbe anche il fondo pensione canadese La Caisse, ma anche, tra gli altri, il Fei (il Fondo europeo per gli investimenti, che a maggio ha annunciato un investimento iniziale di 150 milioni di euro), e Cdp Equity, che ha stanziato altri 50 milioni di euro nell’ambito di un’iniziativa congiunta proprio con il Fei. Oggi - prosegue Zavodov - per capacità installata pro capite, in Europa, siamo 5 anni indietro rispetto agli Usa e storicamente il 70% dei dati europei è detenuto negli Usa».
Pimco, il fondo europeo sui data center sfiora i 2 miliardi
Più sovranità digitale e crescita dell’AI favoriscono gli investimenti in Europa. Capitali attratti da rischiosità bassa e lunghe locazioni Milano in pole






