Secondo l’ultimo AUTO1 Group Price Index, il mercato europeo delle auto usate ha inaugurato il 2026 con una moderata diminuzione dei prezzi, ma l'andamento è differente a seconda della tipologia di alimentazione: i veicoli ibridi hanno registrato l’incremento più elevato su base annua, quelli elettrici a batteria hanno subito il calo più marcato, scendendo sotto il livello registrato nel periodo pre-pandemia. I prezzi dei veicoli a benzina e diesel sono rimasti sostanzialmente stabili.

Ulteriore diminuzione dei prezzi in vista

Secondo un sondaggio condotto tra i dealer, è atteso un ribasso dei prezzi delle auto usate, un trend iniziato a metà 2025. Sebbene solo una minoranza (20,4%) dei dealer si aspetti un aumento dell’usato nel 2026, un dato sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno (21,4%), quasi la metà degli intervistati (48,6%) prevede un’ulteriore diminuzione dei prezzi nel corso del 2026 (contro il 44% dell’anno precedente). Le aspettative di un calo sono particolarmente diffuse tra i dealer italiani (53,5%). Il 31,0% dei rispondenti ritiene, invece, che rimarranno stabili, un dato in calo rispetto al 34,6% dell’anno precedente.

"Dalla metà del 2025 osserviamo un calo costante dei prezzi delle auto usate, una tendenza che prosegue anche all’inizio di quest’anno. Questo andamento è in linea con il sentiment di breve periodo del mercato, molti dealer prevedono infatti ulteriori cali nel corso dell’anno. Prezzi più bassi favoriscono gli acquirenti e rendono il mercato più accessibile, contribuendo a stimolare le transazioni", spiega Moritz Lück, SVP Sales & Operations di AUTO1 Group: “Questa tendenza trova riscontro anche nelle previsioni di Moody’s Analytics che indicano una crescita contenuta dei prezzi delle auto usate. Guardando più avanti, tuttavia, lo scenario di base di Moody’s Analytics prevede che i prezzi delle auto usate aumenteranno del 21% entro il 2036 e quasi raddoppieranno entro il 2056, trainati dall'aumento costante dei costi delle materie prime e dei prezzi dei veicoli nuovi, nonché dalla stabilità del mercato del lavoro".