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30 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:08
“Non è che si può pensare continuamente di fare come quando hanno mandato gli alpini in Russia con le scarpe da deserto”: dopo la vicenda tragica del vigilante Pietro Zantonini, morto l’8 gennaio nel cantiere dello Stadio del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, sulla quale sta indagando ancora la Procura di Belluno per capire se c’è un nesso causale tra il freddo e il decesso, c’è un nuovo allarme legato ad “approssimazione logistica e rischi per la salute” per chi dovrà lavorare in occasione dei Giochi olimpici. A lanciarlo è il Siulp, il principale sindacato delle forze dell’ordine al quale aderiscono circa un quarto dei poliziotti.
Il Sindacato italiano unitario lavoratori Polizia lo fa con una lettera protocollata al ministero dell’Interno il 26 gennaio, il giorno prima che dalle stanze del Viminale il ministro Matteo Piantedosi ha fatto “il punto sullo stato di avanzamento della pianificazione delle attività di sicurezza” per le Olimpiadi. L’esponente del governo ha evidenziato “l’impegno complessivo di circa 6mila unità del sistema di sicurezza nazionale”, sottolineando che “il dispositivo prevede l’impiego di sistemi di sorveglianza avanzati, tra cui droni e dispositivi di vigilanza aerea, a supporto delle attività di prevenzione e controllo del territorio”.







