L'Iran è sotto pressione, tra le nuove sanzioni europee e le minacce crescenti di Donald Trump di sferrare un nuovo attacco contro la Repubblica islamica per costringerla, nelle sue intenzioni, a tornare al tavolo dei negoziati sul programma nucleare.

Programma che tuttavia lo stesso presidente americano sosteneva di aver già smantellato lo scorso giugno.

Tra le richieste della Casa Bianca a Teheran per evitare l'azione militare, anche limiti al programma di missili balistici e la fine del sostegno alle milizie della regione come Hamas, Hezbollah e Houthi.

Secondo due fonti alla Reuters, il commander-in-chief non avrebbe ancora preso una decisione definitiva e starebbe valutando diverse opzioni, tra cui attacchi mirati contro le forze di sicurezza e i leader iraniani anche per motivare i manifestanti anti-regime dopo che all'inizio del mese aveva promesso loro: "Gli aiuti stanno arrivando".

L'Iran "ha tutte le possibilità di raggiungere un accordo. Non dovrebbero perseguire capacità nucleari", ha ribadito il capo del Pentagono Pete Hegseth. "Saremo pronti a fare tutto ciò che questo presidente si aspetta", ha quindi assicurato in una riunione con Trump.