Claudio Gregori sbarca sul palco del teatro Bobbio: «A Mirror, uno spettacolo falso e non autorizzato» tra Orwell e Pirandello
L’opera sfida le convenzioni, tra Orwell e Pirandello, ci proietta in uno Stato totalitario dove il Ministero della Cultura esercita un controllo capillare su ogni forma di espressione. In questo clima di oppressione, il teatro diventa un’arma di resistenza: quella a cui il pubblico assiste è, a tutti gli effetti, una performance clandestina
NORDEST > TRIESTE
giovedì 29 gennaio 2026 di E.B.
TRIESTE - Immaginate di aver acquistato un biglietto per un normale spettacolo teatrale e di ritrovarvi, invece, nel bel mezzo di un matrimonio. O meglio, in quella che sembra una cerimonia nuziale, ma che nasconde un segreto pericoloso. Al Teatro Bobbio per la Stagione Contrada, da giovedì 29 gennaio a domenica 1 febbraio, le luci si accendono su “A Mirror. Uno Spettacolo Falso e non Autorizzato”, l’atteso testo della drammaturga britannica Sam Holcroft che, dopo il successo nel West End londinese, arriva a Trieste con la regia di Giancarlo Nicoletti. L’opera sfida le convenzioni, tra Orwell e Pirandello, ci proietta in uno Stato totalitario dove il Ministero della Cultura esercita un controllo capillare su ogni forma di espressione. In questo clima di oppressione, il teatro diventa un’arma di resistenza: quella a cui il pubblico assiste è, a tutti gli effetti, una performance clandestina. L’allestimento trasforma la sala in un’elegante sala eventi, un paravento necessario per sfuggire alle maglie della censura. Ma la tensione è costante: le forze dell’ordine sono in agguato e il confine tra finzione e realtà si fa sempre più sottile. Come in un gioco di specchi — richiamato dal titolo originale — i ruoli si capovolgono e lo spettatore si ritrova complice involontario di un atto di insubordinazione. Il punto di forza dello spettacolo risiede nell’equilibrio tra il thriller distopico e la comicità tagliente, che richiama i meccanismi metateatrali di Rumori fuori scena.






