"Il nostro ordinamento, non solo per ragioni temporali legate alla data della sua emanazione, necessita di una riforma radicale e non di semplici interventi di manutenzione": parte da questa premessa l'intervento del presidente dell'Adc, Associazione dottori commercialisti, Gianluca Tartaro, oggi pomeriggio, nella Commissione Giustizia della Camera che sta esaminando il riordino statutario della categoria (il disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei ministri nel settembre del 2025).
Per il vertice del sindacato, poi, "la revisione della disciplina in materia di incompatibilità deve assolutamente tenere conto dell'impatto sulle casse di previdenza.
Riteniamo fondamentale, nell'ipotesi in cui venisse prevista la "compatibilità" della partecipazione ed amministrazione del professionista in società fallibili, non intaccare il contributo integrativo, ad esempio sulle società di servizi di ausilio all'attività professionale.
In tal caso, queste ultime, dovrebbero essere obbligate ad applicare il contributo sul volume d'affari prodotto", si legge nella memoria che l'Adc ha sottoposto ai parlamentari.






