"Quante Niscemi dovranno accadere in un Paese, dove il 9,5% del territorio è ad alto o altissimo rischio di frana, prima di assumere coscienza collettiva che un piano straordinario di manutenzione del territorio è la prima opera pubblica, di cui c'è bisogno".

E' la riflessione del presidente di Anbi, Francesco Vincenzi.

Secondo l'associazione "attualmente gli italiani, che vivono in zone a rischio idrogeologico sono circa 8 milioni (1,28 milioni per frana e 6,8 per alluvione).

Vincenzi ricorda come "nel recente triennio quasi 7600 località italiane sono state interessate da tornado, piogge intense e grandine grossa" e che quindi occorre "interiorizzare che resilienza e adattamento alla crisi climatica devono essere parole d'ordine delle scelte quotidiane, dall'individuale al politico".

"Il dramma di Niscemi e della faglia di 4 chilometri, è il simbolo di un Paese fragile ed impreparato all'estremizzazione dei fenomeni meteo - aggiunge in una nota l'Associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue.