È stato presentato il rapporto «Il dumping contrattuale nel settore turismo: quali rischi per le imprese» realizzato da Federalberghi, l’organizzazione che rappresenta le imprese turistico ricettive italiane, in collaborazione con l’Ente bilaterale nazionale del settore turismo e con Adapt, l’Associazione per gli studi sul diritto del lavoro fondata dal professor Marco Biagi. Il rapporto, basato sui dati dell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro del Cnel e sull’analisi approfondita della normativa vigente e sulla giurisprudenza fa emergere i rischi connessi all’utilizzo di contratti collettivi di lavoro stipulati da soggetti non rappresentativi come, per esempio, associazioni datoriali e sindacali fantasma, sigle prive di legittimazione e rappresentatività.

«Lo studio chiarisce una volta per tutte quali sono i rischi che le imprese corrono affidandosi a soggetti privi di ogni legittimazione e rappresentatività ed esponendosi a ricadute economiche, normative e di immagine assai gravi - spiega Giuseppe Roscioli, Vicepresidente vicario di Federalberghi e presidente della Commissione sindacale dell’organizzazione -. Oltre al maggior costo dovuto al recupero dei contributi non versati, si pensi al contenzioso e alla perdita degli eventuali benefici derivanti dalle diverse forme di agevolazione. Uno scenario da incubo che giustifica la massima prudenza».