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29 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 13:30

C’è un grande assente nel dibattito pubblico ormai da mesi, anzi di più. Il tema della crisi climatica, unito a quello della messa in protezione del nostro territorio (adattamento). Non se ne parla perché per la destra è un tema tabù. Qualcosa di assurdo, come se potessero essere tabù, che so, l’esistenza delle patologie tumorali o fatti scientifici sui quali dovrebbe esserci solo convergenza. E invece no: i due principali giornali della destra sono negazionisti climatici “puri”, e nessuno alza un dito per dire qualcosa. La premier e i suoi ministri non utilizzano né la parola clima né quella di crisi climatica, una evidenza scientifica completamente sottaciuta e trattata con fastidio. Di nuovo, come se si provasse fastidio a parlare, che so, di tempeste solari.

Per fortuna, anche se non è questa l’espressione giusta ovviamente, la natura ha pensato da sola a smentire la marea di bugie su clima e adattamento delle destre. Prima il ciclone Harry, con almeno un miliardo di danni, poi la frana di Niscemi hanno ricordato con esistenza due verità. Che la crisi climatica esiste, che il riscaldamento dei mari rischia di provocare cicloni sempre più potenti contro i quali non siamo preparati. E che la messa in sicurezza del territorio, a partire da quello siciliano, è una delle cose più urgenti che ci siano.