A poche ore dall’ultima fiammata sulla salute mentale di Donald Trump, quella accesa dalle pesanti parole, poi smentite, del premier slovacco Robert Fico, “traumatizzato” dalle condizioni del tycoon di cui è un alleato, una puntualizzazione arriva dal Congresso della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia Sinpf di Milano. La riflessione sulla personalità del presidente statunitense smentisce la narrazione popolare di disturbo narcisistico di personalità. Sempre più studiosi, infatti, fanno riferimento al concetto di solipsismo, concetto poco noto al grande pubblico ma molto discusso in ambito specialistico.
“Il solipsista” ha spiegato Claudio Mencacci, psichiatra, direttore emerito del dipartimento di Neuroscienze dell’ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano e co-presidente Sinpf “è una persona che diventa l’unico punto di riferimento di sé stessa. A differenza del narcisista, non tenta neppure di sedurre o compiacere gli altri: semplicemente non riesce a riconoscerne l’esistenza come soggetti autonomi. Il mondo esterno smette di avere consistenza”.
Non si fanno diagnosi
Ma Mencacci ha tenuto a precisare che non è possibile fare diagnosi a distanza, senza incontrare il paziente. Quindi risulta difficile stabilire se Trump abbia o meno una patologia psichiatrica. “Esiste una regola etica molto chiara in psichiatria: non si può attribuire una diagnosi a una persona che non è stata valutata direttamente” ha precisato Mencacci. “Tuttavia, è legittimo discutere di modelli comportamentali quando questi sono già oggetto di un ampio dibattito scientifico internazionale. Un dibattito che, negli ultimi anni, ha coinvolto centinaia di psichiatri statunitensi ed europei”.









