Meteo inclemente ed atmosfera dolente ed ovattata a Crans-Montana, dove le ragazze jet azzurre hanno trascorso tra commozione e impegno agonistico la loro prima giornata nella località del Vallese dove si è consumata la tragedia di Capodanno e che ora è l'ultima tappa della coppa del mondo di sci femminile prima delle Olimpiadi.

In mattinata c'è stata la consueta prova cronometrata sulla pista del Mont Lachaux.

Il vento forte in quota l'ha trasformata, su una tracciato accorciato, solo in una prima presa di contatto con il campo di gara, che ospiterà venerdì la discesa libera e sabato il SuperG. I tempi, poco indicativi, vedono come miglior azzurra Nicol Delago, settima. Federica Brignone ha preso confidenza col tracciato, senza forzare.

Giovedì si terrà la seconda prova cronometrata, seguita venerdì dalla discesa che prenderà il via alle 10. Tutto intorno alle atlete non c'era però la consueta frenetica attività. Niente musica dagli altoparlanti, niente che in qualche modo esprimesse allegria. Solo una grandissima compostezza, come voluto dagli organizzatori e dalla Federazione internazionale.

Nel pomeriggio, con in prima fila Brignone e Sofia Goggia, le azzurre ed i loro tecnici Fisi si sono recate davanti alla discoteca della tragedia, il 'Le Constellation', che da quella notte terribile è diventato un luogo sacro di dolore, con candele e fiori - tantissimi fiori ovunque - per ricordare le giovani vittime del rogo. Sotto una fitta nevicata, sulla scala davanti all'accesso è stato deposto un grande mazzo di fiori bianchi e gialli con il gagliardetto della Fisi. Tutte le ragazze jet azzurre hanno poi osservato, commosse, un minuto di silenzio.